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Violenza contro le donne, a un anno dal Codice Rosso

Di questo 2020 verrà ricordato sicuramente il lungo confinamento a cui siamo stati sottoposti e le incertezze che ha generato sotto ogni punto di vista. Tuttavia si farà ricordare anche come un anno nel quale la violenza di genere ha visto, forse, la sua massima espressione. I casi di femminicidio, infatti, durante il lockdown sono arrivati a 91. A circa un anno dall’entrata in vigore di un codice contenente misure atte a tutelare le vittime di violenza di genere e di abusi domestici, in questo momento storico –sociale così particolare, è opportuno ricordarne il contenuto.

Violenza di genere. Cos’è il Codice Rosso?

Il 25 luglio 2019 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge n. 69/ 2019 recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, il cosiddetto Codice Rosso, entrato poi in vigore nel successivo Agosto. Il suo testo, include nuove disposizioni di diritto sostanziale penale e procedura penale.

Nella giornata internazionale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, è necessario, più che mai, menzionare l’esistenza di strumenti legislativi atti a tutelare le vittime di violenza, attraverso l’inasprimento delle pene previste per i reati già esistenti, la configurazione di nuove fattispecie criminose e nuove procedure.

Di seguito richiamiamo sommariamente il contenuto del testo legislativo.

Novità procedurali. Il codice delinea nuovi input procedurali atti a salvaguardare la vittima. Tra questi, assume estrema importanza l’accelerazione dell’instaurazione del procedimento penale, in presenza di taluni reati specifici quali lo stalking, la violenza sessuale, i maltrattamenti in famiglia, e con essa una più celere adozione dei provvedimenti idonei a proteggere le vittime. Nei casi di violenza domestica o di genere, infatti, una volta acquisita la notizia di reato, la polizia giudiziaria riferisce immediatamente al Pubblico Ministero, il quale entro tre giorni
assumerà informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato. Il termine di tre giorni è improrogabile a meno che non vi siano esigenze imprescindibili di tutela di minori o riservatezza delle indagini. La polizia giudiziaria procederà quindi prontamente al compimento degli atti di indagini delegati dal pubblico ministero.

Un’ ulteriore novità procedurale è la modifica della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Si ritiene consentito in questo caso, l’ impiego di mezzi elettronici o strumenti tecnici, come ad esempio il braccialetto elettronico, a garanzia e controllo delle misure coercitive imposte.

Come già anticipato, il Codice Rosso delinea nel suo testo quattro nuove fattispecie criminose. Vediamole. Il cosiddetto “revenge porn”, introdotto all’articolo 612-ter del codice penale riguarda la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate. Lo stesso è punibile con reclusione da uno a sei anni e con multa da euro 5.000 a euro 15.000. La pena è applicabile anche a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, li diffonda a sua volta col fine di recare nocumento agli interessati. La fattispecie, è aggravata se i fatti sono stati commessi nell’ambito di una relazione affettiva anche se cessata, o con l’impiego di strumenti informatici e ai danni di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o di una donna in stato di gravidanza.

Il reato di sfregio, introdotto all’ articolo 583 riguarda la deformazione dell’aspetto della persona, mediante lesioni permanenti al viso. Esso è punibile con reclusione da otto a quattordici anni, mentre con la pena dell’ergastolo, se dallo stesso consegua l’omicidio. La riforma inserisce inoltre, questo nuovo delitto nella lista dei reati intenzionali violenti, che danno diritto all’indennizzo da parte dello Stato.

La costrizione o induzione al matrimonio, introdotto all’articolo 558-bis è il delitto commesso da chiunque costringa una persona a contrarre matrimonio o unione civile. Esso è punibile con reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena è prevista a chi induca a contrarre matrimonio o unione civile, persone dalla vulnerabilità psichica e fisica, attraverso l’abuso di relazioni familiari, domestiche, lavorative o dell’autorità derivante dall’affidamento della persona per ragioni di cura, istruzione o educazione, vigilanza. Si configura il reato anche quando il fatto sia commesso all’estero da o nei confronti di cittadini italiani o stranieri residenti in Italia. La fattispecie è aggravata quando il reato è commesso ai danni di minori.

La violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa introdotta dall’art 387-bis c.p. è il delitto commesso da chiunque violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari appena citate. Il reato è punibile con reclusione da sei mesi a tre anni.

Vale la pena rammentare che il nuovo Codice Rosso inasprisce le pene per i reati già esistenti di stalking (1-6 anni), violenza sessuale (6-12 anni), violenza sessuale di gruppo (8-14 anni), maltrattamenti familiari (3-7 anni) e intensifica le circostanze aggravanti. Nella fattispecie di violenza sessuale ai danni di un minorenne, infatti, è previsto l’aumento della pena fino a un terzo quando gli atti siano commessi con o fra quattordicenni, in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, anche solo promessi. Il reato configurato, è procedibile d’ufficio, ovvero la Procura della Repubblica procede nei confronti del responsabile del fatto prescindendo dalla volontà della vittima (perché la stessa si rifiuti di sporgere querela, per esempio).

Ed è anche doveroso sottolineare che all’esistenza del Codice Rosso deve essere affiancata anche quella, altrettanto indispensabile, del numero telefonico 1522, messo a disposizione per tutte coloro che sono impossibilitate a presentare denuncia presso le autorità giudiziarie. Il numero è attivo a tutte le ore del giorno, con servizi di telefonia o messaggistica oppure, mediante app telefonica.

*in cover foto di Claudia Soraya su Unsplash
Francesca Romana Giurgola
Francesca Romana Giurgola

La contaminazione sociale e culturale mi incuriosiscono da sempre. La conoscenza dei diritti di ogni essere umano è il motore della mia vita. Sono una consulente legale internazionale con una passione attiva per il sociale e diritti umani a cui piace scrivere di fatti e informazioni che riguardano il mondo legale, cercando di rendere agevole la loro comprensione a tutti.

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