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Sinapsimag aderisce al Disability Pride Network

Sinapsimag ha comunicato la propria adesione come media partner al Disability Pride Network.

Disability Pride Italia nasce nel 2015 da un’idea di Carmelo Comisi e dal contributo volontario di moltissimi amici.

I primi passi sono stati mossi nella provincia di Ragusa e da lì, come evento itinerante, si è tenuto a Palermo e Napoli prima di approdare definitivamente a Roma, dove si è affermato come appuntamento fuori dalle righe per rivendicare l’effettiva inclusione di tutte le persone con disabilità.

Vi invitiamo a visitare il sito dell’iniziativa e siamo molto orgogliosi di condividere gli intenti della Carta Comune di adesione al network.

Il Disability Pride Network – DPN, è un organismo che promuove i diritti civili delle persone con disabilità e ne persegue la piena
inclusione sociale. Si tratta di una rete internazionale aperta, in continua espansione, costituita da diverse realtà che condividono gli stessi valori ed
obiettivi.

Il Disability Pride Network intende proporsi quale cassa di risonanza di un mondo vario e complesso, promuovendo e affermando un nuovo modo di vivere, pensare e valorizzare le persone con disabilità.

Storicamente la disabilità è spesso stata stigmatizzata, ingenerando paura, suscitando vergogna. In molti contesti, ancora oggi si guarda alle persone con disabilità esclusivamente come soggetti fragili, trascurandone invece le potenzialità che potrebbero renderli soggetti attivi, in grado di
apportare un reale contributo all’interno della collettività. Accogliere condizioni, situazioni ed esigenze differenti, significa scardinare le coordinate che ancora oggi conducono all’esclusione delle persone considerate non conformi ai criteri di presunta normalità e facilmente esposte a situazioni di possibile multi discriminazione in ragione delle loro condizioni biologiche, sociali e culturali.

Il Disability Pride Network si propone come interlocutore che opera a livello internazionale al fine di incidere su un reale cambiamento
culturale, e “garantire e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con
disabilità senza discriminazioni di alcun tipo sulla base della disabilità”, come ricorda la Convenzione ONU sui diritti delle
persone con disabilità. Fintanto che le persone con disabilità verranno discriminate ed escluse, sentendo perciò di esistere senza partecipare, sarà
necessario adoperarsi per rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno esercizio dei diritti.
Anche nei Paesi che possono vantare un quadro normativo avanzato, fintanto che ci si rapporterà alle persone con disabilità
con atteggiamenti paternalistici e meramente assistenziali, avremo davanti una prova di carattere culturale, che dovremo affrontare e
superare.

Ecco perché bisogna promuovere a livello globale un rinnovamento culturale che si sviluppi lungo tre direttrici: inclusione,
empowerment, esercizio dei diritti. Ecco perché è necessario comprendere che la disabilità non è altro
che una mera condizione umana. È uno stato in cui ciascuno di noi, in uno o più momenti della propria vita, potrebbe incorrere, in
modo permanente o temporaneo, se non altro in ragione dell’età. Per promuovere e rivendicare questo rinnovamento culturale le
realtà che si riconoscono negli intenti del Disability Pride decidono di condividere i seguenti principi, impegnandosi a far sì che
diventino obiettivi da realizzare:

1.- Sostenere e promuovere l’autodeterminazione delle persone con
disabilità, rispettandone dignità, autonomia e indipendenza.
2.- Rispettare e promuovere il valore delle differenze tra gli
individui.
3.- Sostenere e incentivare ricerca scientifica e innovazione
tecnologica.
4.- Educare ad una cultura che non contempli la discriminazione.
5.- Sostenere e promuovere le pari opportunità, in particolare nei
settori formativo e lavorativo, tra persone con e senza disabilità.
6.- Affermare il valore del contributo attivo delle persone con
disabilità, valorizzandone attitudini e competenze.
7.- Incoraggiare il percorso evolutivo e le capacità dei bambini con
disabilità, preservandone identità e potenziale evolutivo.
8.- Promuovere linguaggi e comportamenti in grado di superare
stereotipi e pregiudizi riferiti alle persone con disabilità.
9.- Rivendicare, sostenere e promuovere l’accessibilità universale,
in ogni sua declinazione, con particolare riguardo a oggetti, luoghi,
linguaggi, saperi. Promuovere un turismo sostenibile per le persone
con disabilità, con un attenzione particolare al superamento delle
barriere architettoniche, alla reale accessibilità ai mezzi pubblici,
alle strutture alberghiere, ai luoghi di svago.
10.- Rendere realmente fruibile il patrimonio materiale e
immateriale dell’umanità. Senza discriminazione alcuna nei
confronti delle diverse forme di disabilità.

Redazione

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