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Pagella – Parole alla Lente

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La pagella, come tutti sappiamo e ricordiamo, è quel documento scolastico sul quale vengono registrati i voti che ogni studente riporta in ogni singola materia, nel corso di un determinato periodo dell’anno scolastico (generalmente trimestre o quadrimestre).

L’idea di un documento di valutazione si deve all’imperatore d’Austria Giuseppe II che inventò la pagella nel 1783. Questa idea troverà riscontro in Italia solamente un secolo dopo. In particolare, nel 1926, un regio decreto del 20 giugno impose alle scuole e alle famiglie italiane di adottare un modello unico di pagella, che poteva essere acquistato dal tabaccaio.

A fine gennaio e a cavallo con l’inizio di febbraio, gli studenti italiani ricevono la prima pagella dell’anno in corso. È una sorta di guida per arrivare sani e salvi alla fine della scuola. Chi ha voti negativi, infatti, può e deve fare il possibile per recuperare e ottenere la promozione; chi, invece, ha voti positivi non deve cullarsi, ma continuare a studiare.

In questi giorni abbiamo letto la storia di una pagella particolare, cucita con cura sulla giacca di un ragazzo, morto in un naufragio nel Mediterraneo. Uno dei tanti naufragi del Mediterraneo, uno dei tanti ragazzi morti nel Mediterraneo.

La sua storia è stata raccontata in un’intervista al Corriere della Sera e anche in un libro («Naufraghi senza volto», Cortina Editore) da Cristina Cattaneo, medico legale. È stata lei, durante un’autopsia, a trovare questa pagella che oggi è per noi il simbolo, l’ennesimo, di un sogno infranto e di una vita rubata.

In ogni singola parola – oggi è “pagella” – esplode una vita che noi abbiamo il dovere di proteggere, di ricordare e di raccontare. Per non assuefarci, per non dimenticare e per non essere indifferenti.

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Angela Michela Lomoro

Giornalista professionista. Per SinapsiMag curo la rubrica "Parole alla Lente", perché amo le parole e cerco di sceglierle con cura, per lavoro e per passione. Mi occupo di comunicazione in progetti di promozione culturale e innovazione sociale. Seguo con interesse la presenza delle parole sul web, con uno sguardo particolare al rapporto tra minori e digitale. Nel tempo libero mi dedico alla lettura e alla scrittura di racconti, alcuni pubblicati sul mio blog: nomicosecittablog.com.

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