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Negazionismo – Parole alla lente

Per la serie “corsi e ricorsi della storia” – quella stessa storia da cui non impariamo nulla – torna alla ribalta il fenomeno del negazionismo che consiste nel negare l’esistenza di determinati fatti. Si tratta, insomma, di una sorta di diffidenza portata all’estremo, che va oltre la mera reinterpretazione delle vicende e si spinge a negare che siano avvenute.

L’esempio più eclatante di negazionismo riguarda certamente l’Olocausto e l’esistenza dei campi di sterminio nazisti in cui morirono circa 15 milioni di persone, tra cui 6 milioni di ebrei.

I dati dell’ultimo rapporto Eurispes, diffusi a gennaio 2020, testimoniano una
presenza assai preoccupante di negazionisti nel nostro Paese. Da questo rapporto
leggiamo infatti che dal 2004 a oggi è aumentato il numero di coloro che pensano
che la Shoah non sia mai avvenuta: erano solo il 2,7%, oggi sono il 15,6%. In
aumento anche il numero di persone che ridimensionano la portata della Shoah:
dall’11,1% al 16,1%.

In tempi recenti il negazionismo concentra la sua attenzione anche sulla scienza,
arrivando a minimizzare e a negare la portata catastrofica dell’epidemia da Covid 19,
che ha causato la morte di migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo.
Negare la storia e la scienza (come nel caso più recente del Coronavirus) è un
processo assai pericoloso e deviante, cui tutta la società civile, politica e intellettuale dovrebbe opporsi con ogni forza.

*in cover foto di Cromaconceptovisual su Pixabay
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Angela Michela Lomoro

Giornalista professionista. Per SinapsiMag curo la rubrica "Parole alla Lente", perché amo le parole e cerco di sceglierle con cura, per lavoro e per passione. Mi occupo di comunicazione in progetti di promozione culturale e innovazione sociale. Seguo con interesse la presenza delle parole sul web, con uno sguardo particolare al rapporto tra minori e digitale. Nel tempo libero mi dedico alla lettura e alla scrittura di racconti, alcuni pubblicati sul mio blog: nomicosecittablog.com.

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