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Sono razzista Ma

Nababbi a casa nostra – Sono razzista Ma

Ablaye Seye

«Se non posso pagare la mensa perché non ho le carte in regola, faccio altre scelte, porto i miei bambini a casa a mangiare con la famiglia…»
Sara Casanova, sindaca di Lodi

La sindaca leghista di Lodi ha modificato il regolamento per l’accesso alle tariffe agevolate di scuolabus e mensa scolastica per gli istituti della città. Oltre alla documentazione fiscale ordinaria, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), la sua amministrazione prevede la consegna di ulteriori accertamenti per tutti i cittadini extracomunitari, perché si stabilisca con precisione che non hanno possedimenti nel loro paese d’origine.

Come tutti sappiamo, questa decisione ha provocato una valanga d’indignazione, le proteste dei genitori, spesso rifugiati politici che hanno problemi con il loro paesi, oppure migranti economici da nazioni che non hanno nemmeno idea di cosa sia la contribuzione fiscale. È finita che una “colletta” nazionale ha garantito la mensa a tutti.

Certo, non avendo i soldi per la mensa i bambini possono essere nutriti con le brioches, e senza il bus si può senz’altro comprare o perché no, rubare una bella bici, vero? Per non parlare dell’idea di pausa pranzo dal lavoro.

La politica fa tanta propaganda, ma poi i numeri parlano chiaro, e pure mettendo che gli stranieri guadagnino una parte del loro stipendio in nero, mi pare che tutti siano contenti del loro contributo all’economia italiana.

Però gli strascichi delle parole della sindaca si sono gonfiati in rete, arrivando a tesi come questa, rintracciabili in qualsiasi post o commento su Facebook: “gli stranieri hanno già una o più case e famiglie allargate che mantengono grazie ai soldi che guadagnano da noi e fanno una vera vita da nababbi al loro paese”.

Giuro, c’è gente che crede davvero a questa cosa. La prima riflessione mi ha fatto ridere. In Senegal fa caldo praticamente tutto l’anno e i tempi sono molto rilassati. Se fossi un nababbo sarei rimasto lì tutto il tempo, cioè, alla fine: che me frega? Resto a casa.

Perché? In italia si fa molta fatica a pagare le tasse, e una volta che hai comprato una casa, non so perché continui a pagarla sempre. Inoltre più possiedi e più paghi. Nel mio Paese più compri e meno paghi, le tasse si cancellano, lo Stato ha più fiducia e dà credito e agevolazioni.

Una casa in mattoni o muratura nel centro di Dakar può avere un costo alto, ma da tutte le altre parti non costa praticamente nulla, o addirittura in campagna le case sono fatte con fango e paglia, la vedo dura pagarci su anche le tasse.

Sarebbe interessantissimo maturare una riflessione sul significato del possesso al Nord e al Sud del mondo, perché risulterebbe tutto più chiaro. Però lascio questa “filosofia” a chi ha tempo, perché devo andare a sgobbare per mantenere la mia vita da nababbo. Alla prossima.

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Ablaye Seye
Ablaye Seye

Ablaye Seye, classe 1991, vive in Italia dal 2009. A Dakar ha studiato alla Scuola di Amministrazione Pubblica, mentre a Lecce si è diplomato come tecnico grafico pubblicitario per poi dedicarsi agli studi di Scienze politiche e Scienze sociali. Gestisce a quattro mani con il direttore Andrea Aufieri la rubrica "Sono razzista, ma".

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