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Ex Ilva, Marescotti (Peacelink): il riscatto ecologico di Taranto passa per i fondi Ue

Alessandro-Marescotti-Camino-Ilva

Alessandro Marescotti (Peacelink) nei pressi del camino E-312 dell’impianto siderurgico

Il momento è quello decisivo per Taranto: dimostrare che la città può affrontare un periodo prospero ed ecologico e abbandonare il presente fatto d’inquinamento, malattia e morte. In che modo? Grazie ai fondi della NextGenEU, o più modestamente il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), com’è stata chiamata la via italiana per ottenere i fondi europei che serviranno per far fronte alla depressione economica generata dalla pandemia.

Quella che occorre, e che sembra purtroppo mancare al momento, è una chiara volontà politica per abbandonare il rapporto malsano che si è creato tra ricatto occupazionale e salute.

Ne abbiamo parlato con Alessandro Marescotti, classe 1958, docente all’istituto superiore “Righi” di Taranto e attivista impegnato da sempre per l’ambiente e il pacifismo. Ha fondato l’associazione Peacelink nel 1991.

L’intervista di Andrea Aufieri.

Andrea Aufieri

Cerco di coltivare una curiosità basilare per questo mestiere. Lavoro con le parole e con i dati, sono il direttore di Sinapsimag e mi interessano molto le dinamiche sociali legate al progresso scientifico. andreaufieri.it

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