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Il mondo invisibile dei microbi

Francesca Azzi

Quando si parla di microbi è quasi scontato, soprattutto per i bambini, pensare all’influenza, alla tosse, al mal di gola e alla più vasta categoria dei microbi “cattivi”, scientificamente definiti patogeni e comunemente classificati come “quelli che si attaccano” (e ci fanno venire la febbre!).

Che cos’è un microbo?

È sicuramente questo preconcetto un buon punto di partenza per cercare di equilibrare l’accezione negativa che viene data alla parola microbo. È di per sé una parola un po’ vaga, che altro significato non ha se non quello di piccola vita.
In questa categoria raggruppiamo, infatti, tutti quegli organismi così piccoli da non poter essere visti a occhio nudo, ma solamente con l’aiuto di un microscopio.

Alla scoperta dei microbi

Il libro illustrato “Mini. Il mondo invisibile dei microbi” è servito come incipit per il nostro laboratorio con Sinapsingioco e i microrganismi, onnipresenti e invisibili, utili e dannosi, sembrano essere l’oggetto ideale per stimolare l’attenzione e risvegliare curiosità nei più piccoli. I bambini rimangono increduli di fronte all’illustrazione dettagliata di un paramecio, il microbo più grande, che se è il più grande ed è invisibile, pensate a quanto sono piccoli quelli più piccoli!

Il biologo non è più uno scienziato, ma simpatico e bizzarro mediatore tra le immagini reali di un mondo invisibile e la fantasia dei bambini come dei giovani adulti rimasti curiosi.

Quanti sono i batteri utili e quali quelli dannosi?

Una piacevole scoperta per tutti è sicuramente quella dell’importanza di accudire i microbi, perché tra l’enormità della popolazione di ogni nicchia ecologica della terra, i batteri patogeni sono veramente l’eccezione, ma non la sono affatto quei microbi fulcro di numerosissimi processi metabolici indispensabili.
“Trentamila batteri utili o necessari per ogni microbo dannoso” recita, nella sezione curiosità, il minibook che ogni bambino ha attentamente compilato e disegnato.

Quali sono i microbi buoni?

Numerosi sono, infatti, i microrganismi così detti “buoni” che dobbiamo ricordare. Cominciamo dal più famoso Lactobacillus bulgaricus alla base della trasformazione del latte in yogurt e formaggi. Conosciamo poi il microbiota umano unico e vitale per la salute di ogni persona. E infine il più timido e meno conosciuto, ma non meno importante, Pelagibacter ubique, scoperto di recente, abitante degli oceani e modulatore della formazione delle nuvole.

Quali sono i microbi cattivi?

Molti amici e pochi nemici tra i batteri, ma per ogni bambino rimane sempre affascinante scoprire che quegli antagonisti patogeni hanno un nome e anche una forma caratteristica. Chi non ha mai avuto l’influenza o le placche? È così che, in poco tempo, su fogli bianchi prendono vita tantissimi virus colorati della famiglia degli Orthomyxoviridae, meglio conosciuti come virus dell’influenza.

Qual è il batterio che provoca le placche?

Imprevedibilmente nel nostro gruppo qualcuno le placche le ha davvero e allora perché non conoscere meglio chi è il più comune responsabile? Streptococcus pyogenes inizia così a spopolare per la sua forma rotonda e a catenelle, come se fossero bruchi o collane di perle.

Le curiose forme dei batteri

Durante il laboratorio, viene spontaneo rifarsi alla classificazione morfologica dei batteri. Data la giovane età dei nostri scienziati, questo risulta essere sicuramente l’approccio più efficace e comprensibile, sia per un evidente riferimento al libro illustrato di partenza, sia per la facile riproducibilità dei soggetti proposti.

Complici i nomi realmente buffi con cui vengono suddivisi i batteri in base alla loro forma, ogni informazione è stata fissata con successo sia nella mente che su carta: i bacilli, con la tipica forma a bastoncino; i cocchi, più o meno sferici, in coppia, a catenelle o a grappolo; gli spirilli, dalla tipica forma a spirale.

I microbi sono presenti ovunque?

L’obbiettivo è sicuramente trasmettere nozioni scientifiche mirate, concetti di base sui microbi, organismi semplicissimi e con forme diverse, invisibili ma che possono essere presenti ovunque. Ogni microbo ha una funzione particolare che può essere nociva o utile per l’uomo. Sono le loro funzioni che ci portano a classificarli comunemente in buoni e cattivi, in base al vantaggio che possiamo trarne noi o l’ambiente che ci circonda.
È importante considerare che ogni funzione, ogni vantaggio e svantaggio, sono comunque legati al tentativo di sopravvivere del microrganismo stesso ed è per questo che chi è buono va accudito e custodito gelosamente, mentre chi è cattivo va saggiamente evitato.

Un mondo microbo!

Ogni bambino torna a casa col suo personalissimo “mondo microbo” e qualcuno si è così appassionato da non voler più disegnare altro, noi scienziati torniamo a casa con una piccola vittoria e con qualche microbo in più.

*in cover Viktor Forgacs on Unsplash
Francesca Azzi
Francesca Azzi

Nata a Parma e cresciuta in una scuola di musica e teatro, mi appassiono presto di scienza e microscopia e questo mi porta a laurearmi in Biologia, passando tanto tempo nei laboratori di Genetica vegetale dell’Università di Parma. Convinta che fin da piccoli sia importante aprirsi alle scienze, ho collaborato all’organizzazione degli eventi del Darwin Day.

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