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Esporsi al sole, ecco come proteggere la pelle

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Dopo diverse settimane trascorse perlopiù tra le mura domestiche, a causa dell’epidemia Covid-19, quest’anno abbiamo particolarmente voglia di stare all’aperto e di esporci al sole.
Certo, come sappiamo, dovremo imparare a convivere con le misure di sicurezza che impongono di evitare gli assembramenti e di restare sempre ad almeno un metro di distanza dagli altri.
Queste nuove regole per la tutela della salute, però, non devono farci dimenticare le buone abitudini di prevenzione utili nell’esposizione al sole.

Leggi anche quali sono le migliori protezioni solari per quest’anno secondo lo Staff Adv di Sinapsimag

Il sole: un alleato o un nemico della salute?

Nell’esporsi al sole è più che mai necessario il senso della misura. Se, infatti, è vero che il sole fa bene, una eccessiva esposizione può portare a conseguenze negative.
Innanzitutto «la luce del sole è essenziale per l’attivazione della vitamina D, indispensabile per la salute delle nostre ossa», come spiega il dermatologo Lionello Muratore, già direttore del reparto di Allergologia e Immunologia clinica all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Questa vitamina è un regolatore del metabolismo del calcio e per questo è utile nell’azione di calcificazione delle ossa.

C’è un beneficio evidente, quindi, oltre al piacere di esporsi al sole e al desiderio – condiviso da molti – di abbronzarsi. L’esposizione al sole, però,«deve essere dosata con moderazione», perché, se eccessiva «oltre a determinare un invecchiamento precoce cutaneo, può essere responsabile di tumori cutanei anche molto gravi (melanomi ed epiteliomi)».

Come proteggere la pelle dal sole

Proteggersi dai raggi solari con creme adeguate ed evitare l’esposizione nelle ore più calde sono, dunque, accorgimenti importantissimi per godere del sole in sicurezza.

Ogni giorno siamo esposti a una certa dose di radiazioni ultraviolette (uv), in gran parte derivanti dal sole, ma anche da fonti artificiali in campo industriale, commerciale o nel tempo libero. Le radiazioni uv possono essere di tre tipi: uva, uvb, uvc. La maggior parte dei raggi uv che raggiungono la superficie terrestre sono uva e, in piccola parte, uvb, mentre gli uvc sono totalmente assorbiti dall’atmosfera.

Le creme solari sono utilissime a filtrare i raggi uv, prima che essi possano penetrare nella pelle. Sicuramente è consigliabile usare creme solari ad ampio spettro, in grado cioè di proteggere sia dai raggi uva che da quelli uvb. Ed è fondamentale scegliere lo schermo solare più adatto alla propria pelle.

«La protezione cutanea dai raggi solari va effettuata in relazione al fototipo cutaneo. Una pelle chiara o una cute con molti nei o con precedenti tumori cutanei deve adottare delle precauzioni decisamente maggiori, utilizzando creme con fattori protettivi massimi ed evitando di esporsi nelle ore più calde della giornata». In generale, poi, «il grado di protezione cutanea deve aumentare in relazione al tempo di esposizione, ma principalmente alle fasce orarie più calde». Infine, è bene ricordare che «la protezione è importante in tutte l’età, ma per i bambini bisogna adottare delle precauzioni ancora più restrittive e maggiori attenzioni sia nella protezione che nelle ore di esposizione». La cute dei bambini, infatti, essendo ancora in fase di sviluppo è più soggetta alle aggressioni del sole.

Buone abitudini da seguire sotto il sole, non solo al mare

Il sole è stato classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) tra i carcinogeni sicuri per l’uomo e contribuisce alla formazione dei tumori della pelle. Ciò significa che proteggersi dal sole è fondamentale sempre, non solo al mare e non solo in estate: «I raggi uv attraversano l’atmosfera anche con un cielo nuvoloso».
Quindi creme solari, berretti e occhiali da sole devono essere i nostri compagni di strada, sempre.

Prevenire alla luce del sole

Facciamo un riassunto, con i suggerimenti di prevenzione dell’Istituto Superiore di Sanità:

  • Limitare il più possibile l’esposizione alla luce solare nelle ore più calde, tra le 10 e le 14.
  • Stare all’ombra nelle ore più calde, ricordando che alberi, ombrelli e tettoie non proteggono completamente dalla luce solare.
  • Indossare vestiti protettivi: un cappello a falda larga protegge adeguatamente occhi, orecchie, faccia e retro del collo; gli occhiali da sole ad alta protezione riducono enormemente i rischi per gli occhi; abiti aderenti e coprenti offrono un’ulteriore protezione dalla luce solare.
  • Usare creme solari protettive (almeno +15), applicandole nuovamente ogni due ore oppure dopo aver lavorato, nuotato, fatto attività fisica all’aperto.
  • Ricordare che le creme solari non servono per stare di più al Sole, ma per proteggersi quando l’esposizione è inevitabile.
  • Evitare l’uso di lampade o lettini abbronzanti, soprattutto prima dei 18 anni.
  • Tenere conto dell’indice uv, scala internazionale che correla il livello di radiazione uv con il grado di rischio: quando l’indice è superiore a 3, occorre mettere in atto le misure preventive.
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Angela Michela Lomoro

Giornalista professionista. Per SinapsiMag curo la rubrica "Parole alla Lente", perché amo le parole e cerco di sceglierle con cura, per lavoro e per passione. Mi occupo di comunicazione in progetti di promozione culturale e innovazione sociale. Seguo con interesse la presenza delle parole sul web, con uno sguardo particolare al rapporto tra minori e digitale. Nel tempo libero mi dedico alla lettura e alla scrittura di racconti, alcuni pubblicati sul mio blog: nomicosecittablog.com.

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